Tempi duri per chi vuole evadere di prigione. Siamo a Manila, Filippine, dove la locale Polizia penitenziaria ha deciso di introdurre il parkour tra le discipline che completano l’addestramento dei suoi agenti.
Con la collaborazione della Philippine Parkour and Frerunning Association, 25 agenti di custodia del BJMP (la Polizia penitenziaria filippina) hanno infatti affrontato tre mesi intensivi di allenamento a base di corsa, scatti, balzi, arrampicate e scalate di ostacoli che compongono il tipico scenario urbano.
Lumen Urban Show. Tradotto, la possibilità di far incontrare movimenti artistici, moda e “arte” del riuso di materiali di scarto. Siamo a Tor Pignattara, zona popolare di Roma. Stiamo parlando della seconda edizione di una manifestazione che già lo scorso anno ha registrato ottimi consensi da parte di pubblico e critica. 21 urban artist impegnati nel decorare dei pannelli di maiolica di 50 centimetri di lato. A partecipare le principali associazioni culturali italiane in ambito street art, tra cui Mac Contemporaneo, Infart Collettivo, Style Orange, il Cerchio e le Gocce, Walls, Largo Baracche.
Ed è tutto, perché lo Spazio Wunderkammern si presenta già come teatro di uno dei principali eventi culturali e artistici estivi della Capitale. Uno di quegli eventi cui è difficile rinunciare, specie per chi di arte ne sa, ha visto molto – in Italia e all’estero – e quindi sempre più difficilmente trova qualcosa in grado di stupirlo.
Dietro al titolo “Altered Focus: Burma” si cela un documentario molto interessante, realizzato da Pas, Ben e James. Conosciuti collettivamente con il nome di Hot Knees (“ginocchia bollenti”), gruppo di film maker inglesi con la febbre dello skateboard, hanno provato a far raccontare a uno skater la quotidianità di un paese in piena dittatura militare, dove le libertà civili sono negate e, con esse, ogni possibilità di esprimersi e condurre una vita normale.
L’idea nasce da un viaggio condotto dai tre terribili inglesi in Birmania.
Una settimana fa abbiamo lanciato l'iniziativa "Join the urban kiss" e molte foto sono arrivate, a dimostrare che anche amore e passione possono davvero fare la differenza nel contesto urbano. C'è chi continua a scriverne, perchè spesso le coppie che vivono in città trovano parecchie difficoltà a ritagliarsi del tempo: il portale Lovvy per esempio ha dedicato un intero post sia alla nostra iniziativa che all'amore urbano. Ma c'è dell'altro.
Milano, Torino, Napoli e Roma: queste sono le città che Smemoranda ha scelto come angolo di mondo dove la street art può essere espressa attraverso i “sogni, segni e disegni” di artisti locali: l’agenda della società prevede infatti otto street artists e 5 murales per il primo progetto nazionale di creatività urbana. Writer del calibro di Nais, Pao, Willow, Gianluca "Zeus 40" Caputo e Luigi Rota Russo, Agostino Iacurci, Diego "Mister Thoms" Della Posta, Fijodor hanno preso parte al Progetto Smemo, proponendo agli artisti di sognare e rappresentare una realtà diversa. Si tratta di una bella iniziativa a metà tra riqualificare e riappropriare gli spazi urbani della città. Sul canale Youtube sono già apparsi i video. Qualcuno li ha visti?
Un video per spiegare il cambiamento urbano e la riqualificazione del centro storico. L’idea è di Urban Center Bologna, laboratorio che si propone di discutere di trasformazioni territoriali, sociali e architettoniche, coinvolgendo maggiormente cittadini, associazioni ed enti pubblici.
Un spazio di idee e proposte al servizio di una città in cambiamento, che negli scorsi mesi ha lanciato il programma “Bella Bo”, serie di interventi pensati per aumentare la qualità dello spazio pubblico e del centro città. Nuove regole, interventi di riqualificazione, una nuova organizzazione della struttura comunale: questi sono i cardini del programma, che nasce per gestire in modo innovativo la Città Storica secondo principi di integrazione, operatività, completezza.
Mangia sano e vinci. Per quanto questo slogan vi possa sembrare datato e fuori moda, rappresenta il condivisibile principio che anima Foodzy, neonato sito web promosso dall’omonima start-up di Amsterdam.
Il principio di base, spiegato dai responsabili al momento del lancio, è semplice quanto efficace. Perché non usare le reti sociali per promuovere un’alimentazione corretta e tenere sotto controllo la qualità della propria dieta? Da qui l’idea di un social network dedicato a tutti coloro che vogliono mangiare sano. Sì, certo, spesso dieta sana vuol dire sacrifici: ecco quindi l’idea di dare agli iscritti degli incentivi, sotto forma di badge, che possono essere sbloccati al raggiungimento di determinati obiettivi.
Un esempio? Il badge Coco Jambo è la ricompensa per chi introduce nella propria dieta cinque tipi di frutti tropicali. Quanto al resto, Foodzy assegna a ogni alimento un certo numero di punti, che sta a indicare il numero di calorie. In questo modo, gli utenti possono tenere sott’occhio la propria dieta e confrontarla con quella degli altri, visualizzare statistiche aggiornate sulle proprie abitudini di consumo o il numero di calorie quotidiane assunte, i cibi preferiti. E, visto che si parla di social network, conoscere persone che hanno abitudini alimentari simili: chissà che, oltre al reciproco sostegno, non ne nasca un’amicizia!
L’iscrizione a Foodzy è gratuita, mentre la versione PRO (piena zeppa di funzioni aggiuntive) costa 15 dollari l’anno. Gli ideatori hanno pensato ad altrettante applicazioni per iPhone e Android, che dovrebbero essere rilasciate a breve. Sarà molto più facile aggiornare il proprio profilo utilizzando lo smartphone. Magari direttamente dal tavolo di casa, o dal ristorante.